Questo
anime è stato prodotto nel 1989, pare, proprio per promuovere la
carriera di un'Idol emergente che porta addirittura lo stesso nome della
protagonista: Eriko Tamura (infatti è lei a
cantare le canzoni della giovane "Elilin").
Narra l'ascesa al successo della quattordicenne Eriko,
decisa a divenire un'idol dopo che suo padre, famoso produttore discografico, è
rimasto ucciso in un incidente stradale e sua madre gravemente ferita.
Eriko dovrà vedersela non solo con l'agguerrita concorrenza di altri cantanti
(fra cui i già famosi Rei e Shoogo,
leader del gruppo chiamato Steal), ma anche
con gli imbrogli, sotterfugi e invidie che serpeggiano nel mondo dello
spettacolo. Suo principale rivale è, infatti, suo zio che ha preso possesso
della Tamura Production, la casa
discografica del fratello, dopo che questi è morto e che, dato che non è
riuscito ad avere la talentuosa nipote fra i suoi protetti, è deciso a
stroncarne la carriera sul nascere.
Eriko dovrà quindi affrontare parecchie difficoltà, ma troverà sempre il
sostegno dei suoi amici e dei suoi fan, nonchè, infine, il rispetto dei suoi
"diretti avversari".
Principalmente
questa storia è nata come un anime di 51 episodi prodotto dalla Asahi
Production e dalla Big West e andata in onda in Giappone dall'aprile 1989 al
marzo 1990, ma come spesso accade ne è stato tratto anche un breve manga di tre
volumi (disegnato piuttosto male stando alle copertine!!).
Il punto di forza, ovviamente, sono le canzoni dei vari protagonisti. I
produttori si sono impegnati a creare uno stile diverso per ognuno dei cantanti,
quindi Eriko è la ragazzina che canta per lo più
"canzoncine" d'amore dolci e soft, Rei
invece propone brani più duri, rockeggianti e dal ritmo più serrato, lo stesso
fanno gli Steal di
Shoogo, mentre Hiroshi
si dà al blues.
I disegni sono buoni, anche se non escono dalla media del periodo e non si fanno
notare più di tanto, purtroppo, a volte sono scostanti, infatti si alternano
episodi disegnati benissimo ad altri davvero squalliducci, nel complesso il
charachter design è di buona qualità.
L'anime è arrivato anche da noi e gli adattatori Mediaset hanno ben pensato di
intitolarlo Ciao Sabrina, i nomi sono stati
ovviamente tutti italianizzati, ma per fortuna la storia è rimasta quella che
era e l'adattamento tutto sommato piuttosto decente.
Un buon lavoro è stato fatto anche con le canzoni che hanno mantenuto il loro
originale fascino anche se adattate in italiano.
Buono persino il doppiaggio dove spiccava fra tutti una mai troppo compianta Paola
Tovaglia a dare la voce a Rei/Susy
e Ivo di Palma su Shoogo/Max,
Nadia Biondini era Eriko/Sabrina.
La serie in Italia riscosse un discreto successo, anche se niente in confronto a
cose più commerciali e rivolte a un pubblico più infantile, ma la sua nicchia
di affezionati la fece e ebbe persino diverse repliche.
L'unica cosa che forse qua è mancata è stata la pubblicazione delle canzoni
italiane come fu fatto per Aishite Knight (Kiss
me Licia).
La Serie TV
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Titolo:
"Idol Densetsu Eriko" (Eriko
L'Idolo della Leggenda) Eriko
Tamura
è la figlia quattordicenne di una ex cantante, un tempo molto famosa,
Minako, e di un produttore discografico
di successo Yuusuke Tamura. La vita della
ragazzina scorre felice e serena finchè un giorno suo padre muore in
un incidente stradale e la madre resta in coma, da quel momento Kosuke
Tamura, suo zio, un uomo ambizioso, arrivista e senza
scrupoli, prende il controllo della Tamura
Prouction, la casa discografica del fratello e si instaura
a casa di quest'ultimo rivendicando persino l'affidamento della nipote
che, nel frattempo, si è scoperto avere un gran talento per il canto.
Infatti la ragazzina era riuscita, cantando una canzone di sua madre,
a tenere calmo il pubblico quando si era scatenato un terremoto
durante il concerto innaugurale al Marine
Live Stage, un moderno auditorium costruito in fondo al
mare e voluto da suo padre. Lo zio, da allora è deciso a sfuttare le
doti della nipote a suo vantaggio. Come
appunto dicevamo in apertura la serie fu creata per spianare la strada
a una vera idol: Eriko Tamura che
è la voce cantante della nostra protagonista (durante i dialoghi era
doppiata da Akiko Tajima, anche
lei al suo esordio), non si discosta dalle altre dello stesso periodo
se non per il genere, infatti non sono molte le storie che parlano di
Idol e del mondo dello spettacolo (beh, se si escludono le varie
maghette dello Studio Pierrot ovviamente!^^). L'adattamento italiano
non è stato troppo discriminante, certo i nomi dei personaggi sono
stati tutti italianizzati e quelli delle località sono spariti
(nell'ultimo episodio c'è una giornalista che chiede a un piccolo fan
da dove venga e lui le risponde: "Da un'isola!". Ci sono una
miriade di isole in tutto il Giappone, c'avrà un nome anche la
sua???!!), neppure si è detto che la storia si svolgeva in Giappone,
ed addirittura sono stati tagliate molte scene in cui apparivano
scritte e/o testi in ideogrammi (non ai livelli che si sarebbero
raggiunti più avanti con Marmalade Boy o serie simili, ma qualcosa
manca anche qui!). |

